Il territorio

Cielo uno visto da C(i)elicoCielo due visto da C(i)elicoCielo tre visto da C(i)elicoCielo quattro visto da C(i)elicoSenza titolo
Cieli(co) tra visioni e visionari

Veduta dall’alto dei paesi della presila Cosentina. Al centro: Celico e Spezzano della Sila.

Il B&B “Porto di mare” è situato nel cuore della Sila dove la maestosità della foreste ha, da sempre, stupito i visitatori. Anche i Greci, oltre 25 secoli fa, durante la colonizzazione delle coste dell’odierna Calabria, ne decantarono la singolare bellezza e le attribuirono il nome di Hyle, mentre i latini quello di Silva. Il toponimo, infatti, significa selva primordiale.

Celico, Centro storico:Minnito

La Sila, ai nostri giorni, indica un complesso orografico ben definito posto nel tratto più interno della penisola calabrese. Si tratta di un ampio altopiano di oltre 100.000 ettari dai confini facilmente individuabile: a nord la Piana di Sibari, a sud l’istmo di Marcellinara, ad ovest le valli fluviali del Crati e del Savuto e ad est le pianure Ioniche del Marchesato.

Battente.

Data l’omogeneità dell’ambiente silano la suddivisione di esso in tre aree ha un significato soprattutto convenzionale: la Sila Greca a nord deve il suo nome alla presenza di colonie di origine albanese; la Sila Grande al centro è la più conosciuta e frequentata per la presenza di impianti sciistici, di centri turistici e di laghi ed infine la Sila Piccola a sud con i suggestivi villaggi turistici, con le stupende faggete e con le imponenti formazioni di abete bianco, allo stato puro o miste al faggio, dei monti Gariglione, Femminamorta e colle del Telegrafo. Questi ultimi “sopra suoli” stanno dimostrando una grande resistenza alle cosiddette “piogge acide” nei paesi del centro Europa dove il seme è stato esportato già alla fine del 1930.

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Due vedute aeree di Celico

Caratteristici i suoi paesaggi per la vastità e la singolare luminosità, costituiti da morbidi rilievi e da ampie valli che s’incrociano nelle direzioni più diverse. Il tutto rivestito da una fitta vegetazione arborea che conferisce un sapore nordico ad ambienti mediterranei e che è inframmezzata da ricchi pascoli e da splendide fioriture. L’acqua è copiosa grazie alle rocce silicee e ai numerosi fiumi. Alcuni riforniscono i bellissimi laghi artificiali ricchi di trote come il Cecita, l’Arvo, l’Ampollino, il lago di Ariamcina ed il lago del Passante, alimentando grandi ed importanti centrali idroelettriche.

La specie che più caratterizza il paesaggio della sila è senz’altro il pino laricio che è denominato pino silano. E’ esclusivo dei monti della Calabria e della Sicilia. Nell’altopiano silano forma fitti boschi con esemplari che raggiungono ragguardevoli dimensioni sia in altezza che in diametro con fusti colonnari. Da ricordare la cultivar “Vutullo”, a duramen (parte centrale del tronco) più spesso, con fusti quasi cilindrici e privi di nodosità. Venivano richiesti per le antenne delle navi della regia marina ed ancora oggi costituiscono materiale legnoso di pregio.

Brano tratto da: In Calabria la vera ricchezza è il bosco. Non distruggerlo. A cura dell’Assessorato alla forestazione, foreste, protezione civile, pari opportunità della Regione Calabria.

Per escursioni naturalistiche:
il sentiero s.c : Natura, Turismo, Archeologia.

Uno scorcioPortale
Due scorci di Celico

il sig. Francesco spataro con il suo asinello.Il sig. Francesco Spataro con il suo asinello.Il sig. Francesco spataro con il suo asinello.
Immagini di bei tempi, ormai, andati. Il Sig. Francesco Spataro con la sua asinella Rosa. PH Alfredo Granata

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